Coniglio in porchetta, variante con erbette

Coniglio in porchetta finocchietto selvatico

La ricetta del coniglio in porchetta è tipica delle Marche, dove qualsiasi preparazione in cui c’è il finocchetto selvatico è definita ‘in porchetta’. Ci sono diverse versioni della ricetta e mia madre ha ritrovato questa ricetta del coniglio in porchetta, suggeritale molti anni fa da una sua amica maceratese. Non è la versione classica, ma è ottima egualmente.Era appuntata nello “spazio riservato per le ricette personali” del Cucchiaio d’Argento e mia madre ricorda quando gliela dettò Maria Grazia, una signora di Macerata Marche che spesso incontravamo nel borgo di Cavoleto, nel Montefeltro, a pochi passi dal Carpegna.

Suo marito Leonardo era originario di là, dove allora abitava sua mamma Marietta. Maria Grazia era una signora simpatica e bella, e questa ricetta deve essere stata fornita a mia mamma nei giorni d’estate in cui noi ragazzini si andava a prendere il gelato alla Doccia nel negozietto-emporio della Nunziata e Girolamo, nelle lunghe passeggiate serali, ché a Cavoleto, trenta anni fa come ora, non c’erano bar o negozi, e per trovarne si doveva scendere a valle.

Non è la classica ricetta del coniglio in porchetta alla marchigiana, col coniglio intero e ‘porchettato’ cioè farcito dalle sue interiora: è una ricetta più semplice e meno laboriosa.

E a questo punto lascio la parola a lei.

Ingredienti per il coniglio in porchetta

1 coniglio intero

Olio extravergine di oliva

Finocchietto selvatico

Salvia

Rosmarino

Aglio

Vino bianco

Aceto di vino bianco

Sale

Pepe nero

 

Preparazione

La ricetta è molto semplice e al tempo stesso gustosa, perché gli aromi delle erbe, in particolare il finocchietto selvatico, danno alla preparazione sapore e consistenza. Inoltre, l’uso degli odori mi permette di diminuire quello del sale. E’ un piatto che va bene in qualunque occasione, meglio di tutti un bel pranzo o cena in famiglia e con gli amici.

Bisogna prima di tutto tagliare il coniglio a pezzi e metterlo in una pentola, dove ho già versato l’olio.

Dopo di che lavo bene una certa quantità di finocchio selvatico, salvia e rosmarino; aglio a piacimento.

Adesso trito le erbette con una mezzaluna: bisogna fare attenzione affinché il trito sia molto fine. Con il trito, il sale e il pepe ci cospargo il coniglio, poi verso nella pentola mezzo bicchiere di vino bianco e mezzo bicchiere di aceto.
Porto a cottura a fuoco lento.

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